BED AND BREAKFAST IN CONDOMINIO: SE IL REGOLAMENTO LO VIETA.

bbGentile Avvocato, vorrei iniziare un’attività di B&B nel mio appartamento, ma abito in condominio e il nostro regolamento lo vieta. Cosa posso fare, devo rinunciare davvero? Angela B.

Gentile Signora Angela non deve affatto rinunciare. Un caso simile al suo è stato recentemente trattato dal Tribunale di Verona che, con la sentenza del 22 aprile 2015, ha annullato la delibera che vietava a una signora con le Sue stesse intenzioni, di adibire le due unità immobiliari di cui è proprietaria ad attività di bed and breakfast e ai suoi ospiti di accedere alle parti comuni del condominio (piscina, parco, campo da tennis).

Secondo il Tribunale, il regolamento condominiale contrattuale che proibisce una destinazione d’uso diversa da quella abitativa per gli immobili, deve essere interpretato nel senso di consentire l'attività di B&B che implica un uso “para-familiare” dei locali anche se gestiti da un'impresa commerciale.

In quel caso specifico, la norma regolamentare prevedeva: "(…) èvietato destinare gli alloggi ad uso laboratorio, scuole, depositi merci ed a qualsiasi attività rivolta ad impresa, comunque ad uso diverso dall'abitazione e/o diverso da quello previsto nel rgolamento del Comune di Verona".

Clausola che - secondo il giudice - proprio perché di natura contrattuale, va interpretata non solo in senso letterale, ma anche in base all'effettiva volontà delle parti e alle regole di cui agli artt. 1362 e ss. Cod. Civ..

Nel caso trattato dal Tribunale di Verona le attività vietate dal regolamento sono le utilizzazioni non abitative dei locali.

L'attività di bed & breakfast – sia o meno impresa commerciale – non altera la destinazione d'uso, ma è del tutto compatibile con la destinazione abitativa dell'unità immobiliare in cui essa si svolge.

Inoltre, in base alla L.135/2001 e alle norme regionali applicative, l'attività di B&B va necessariamente esercitata, dal punto di vista amministrativo, in immobili in regola con gli stessi requisiti urbanistico-edilizi, igienico-sanitari e di sicurezza prescritti, per l'appunto, per le abitazioni.

Il Tribunale prosegue spiegando che l'attività in questione si caratterizza anche per la potenziale assenza di professionalità di chi la esercita e per la libertà di farla cessare in ogni momento, senza che a ciò consegua, di regola, la necessità di ristrutturare l‘unità immobiliare onde recuperare la destinazione abitativa.

Pertanto, una volta effettuate le necessarie verifiche a livello di norme e regolamenti comunali, se la Sua difficoltà è dovuta al divieto posto dal regolamento condominiale, sappia che è un problema "aggirabile".

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